11-02-2018

Stati Uniti: l’epidemia da oppioidi è legata all’offerta

Stati Uniti: l’epidemia da oppioidi è legata all’offerta Secondo i dati dei Centers for Disease control and Prevention, l’aspettativa di vita negli Stati Uniti è calata per il secondo anno consecutivo. Le morti legate all’uso di oppioidi, anche per finalità terapeutiche, stanno indubbiamente avendo un peso, dato che i decessi dovuti a overdose sono passati da 16.848 nel 1999 a 63.632 nel 2016, con punte significative nelle fasce di età 55-64 anni. Se alcune spiegazioni fanno riferimento al disagio economico, un paper di Christopher Ruhm dell’Università della Virginia, ripreso da The Economist, suggerisce che le condizioni economiche aiutano a spiegare solo una piccola parte della crescita di morti per droga.
Dal lavoro di Ruhm emerge che i tassi di mortalità sono saliti in comunità dove le condizioni economiche appaiono relativamente buone e tra i gruppi etnici (bianchi) comparativamente meno attanagliati da insicurezza esistenziale dovuta a preoccupazioni finanziarie. In generale, sebbene si esca da un duro periodo di recessione, lo studioso - distinguendosi da quanto recentemente affermato da Anne Case e Angus Deaton - riscontra una associazione debole tra cambiamenti economici e mortalità per droga. I bianchi sono più colpiti dal fenomeno soprattutto perché vengono prescritti loro oppioidi in maniera più massiccia. L’accesso agli oppioidi ha dunque un peso maggiore rispetto alle condizioni economiche nel determinare l’epidemia che stiamo osservando, afferma Ruhm, che, davanti alla situazione descritta, suggerisce di monitorare accuratamente le sostanze presenti sul mercato, limitare il numero dei soggetti autorizzati a dispensarle a fini terapeutici, adottare più stringenti linee-guida per la prescrizione degli oppioidi e mettere in atto screening delle opzioni di trattamento con metadone e farmaci correlati. 
In conclusione, il ricercatore dell’Università della Virginia nota che solo una piccola parte dei tossicodipendenti riceve trattamenti di qualità e auspica un intervento del governo centrale in tal senso, anche se la recente pubblica presa di coscienza del presidente Donald Trump, caratterizzata da tono allarmistico e approccio emergenziale, non ha sinora prodotto iniziative federali di rilievo.